Conoscendo Mario e la sua spiccata intelligenza emotiva, so che non ne sarà infastidito.
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già...La morte fa parte del vissuto di ognuno di noi, ma incontrarla in pista, vederla da lontano che attraversa il tracciato e si porta via un centauro, per me è stata una esperienza nuova, angosciante, contraddittoria
chissà che differenza c'è tra questo caso e quello capitato a me due mesi fa.
La morte è passata anche in quel caso, qualche minuto prima che arrivassi, ma.. mi ha lasciato un amaro al quale è piu difficile dare una risposta.
Torno a casa dal lavoro, sono le 19.30 e mi faccio i miei soliti 24 km di slalom motociclistico tra cui agli ultimi 10 sulla Cassia.
Arrivato a Giustiniana, c'è un macello di auto ferme, le supero ovviamente e arrivo dove c'è uno strano assembramento circolare di gente che si tiene ad almeno 20 metri da quello che sembra essere un incidente.
Un uomo di 43 anni, steso in terra faccia in giù, con un casco integrale da cui è uscito un fiume di sangue che, passando sotto il corpo è colato per tre metri nella lieve pendenza stradale, generando un fiumiciattolo orribile.
Le gambe stese ma con una serie di angoli innaturali della struttura ossea.
Là a un metro, l'utilitaria sulla cui fiancata l'uomo ha impattato senza scampo, e dentro semistordita una ragazzetta che, frettolosa per chissà quale motivo, ha svoltato a sinistra in una strada ampia e veloce senza accorgersi dell'arrivo del Majestic, lui sì volato 20 metri piu in là sbriciolandosi nel tratto.
Mi fermo, scendo, con quattro ringhi faccio spostare le auto di alcuni curiosi fermi proprio nel minimo varco possibile per il traffico che inizia ad impazzire.
Mi avvicino al poveretto, mi accoscio e mi rendo conto che è andato.. sia dal suo colore.. grigio, sia dal fatto che ha naso e bocca affondati nel sangue denso che allaga il frontalino del casco integrale , per cui sarebbe impossibile respirare. Infatti non respira.
Nel mentre arrivano i vigili e l'inutile ambulanza.
Pietosamente gli addetti fingono di soccorrere l'uomo, confabulano concitatamente e lo caricano in barella per portarlo via, così da evitare giustamente a quel povero corpo di star là per ore, nell'inutile attesa del nullaosta alla rimozione da parte del magistrato di turno. Tutti i presenti capiscono e approvano silenziosamente.
Risulterà poi "deceduto durante il trasporto".
Un'ultima occhiata alla ragazzetta sconvolta nell'auto.. che da oggi avrà dei bei fantasmi contro cui combattere.
Risalgo in moto, mi infilo casco e guanti lentamente, un respiro profondo e riparto.
Gli ultimi 3 chilometri fino a casa a tutto gas per cercare di svuotare la mente.
Ma è inutile. Tra i mille pensieri, la riflessione..
"Oggi a lui, e domani?"
Morire così, per la mortale superficialità di una ragazzetta frettolosa, in una strada trafficata mentre vai a 70/80 all'ora col semaforo verde. Un attimo, l'auto che viene incontro ti svolta davanti a pochi metri e BAM! deceleri a zero in 50 centimetri impattando contro il metallo.
Quasi quasi mi consola pensare che l'appassionato teutonico almeno è morto mentre volava nella mitica pista, non in una merdosissima strada urbana.
Quasi..




